22 Settembre 2009
Pubblicato l’addendum alle linee guida per diventare restauratori
La qualifica di restauratore di beni culturali dipende oramai da un percorso formativo regolamentato dal MiBAC e dal MiUR che sta per essere attivato nella sua globalità. Ciò per permettere degli interventi svolti da personale altamente qualificato nel settore dei beni culturali.
Il Codice Urbani (d. lgs. n. 42/2004) ha stabilito in via transitoria che tale qualifica potrà essere riconosciuta a chi abbia svolto un’attività certificabile di restauro diretto entro un determinato limite temporale e per una durata prestabilita oppure potrà essere riconosciuta UNA TANTUM grazie ad una prova di idoneità che sta per essere bandita (cfr. l’articolo 182 del Codice).
Il settore è in fermento, anche per una sempre non chiara interpretazione dei requisiti di accesso. Neppure le linee guida che ha pubblicato il MiBAC per cercare di fornire alcuni strumenti di chiarificazione hanno risolto il problema.
Oggi è stato pubblicato un ulteriore documento, un addendum alle linee guida per la prova di idoneità per restauratori che offre alcune indicazioni (pubblicato oggi sul sito del Ministero per i beni e le attività culturali).
ATTENZIONE: non si tratta ancora del bando per il concorso, ma soltanto di alcune precisazioni.
In particolare, si precisa che i certificati per l’attività svolta possono essere rilasciati anche da altri uffiici, oltre le soprintendenze e gli istituti tecnici (ISCR, ecc), come nel caso di direzioni regionali, biblitoeche e archivi, la seconda riguarda le ore dei corsi che per una valutazione di compatibilità sono stati portati da 1600 a 1200 ore, la terza - sconcertante, ahimè - che sarà l’organo chiamato ad attestare gli interventi a determinare la durata utile degli stessi, in assenza di altre indicazioni.
Quanto al sito verrà aperto il giorno 25 settembre, data di pubblicazione del bando sulla G.U. (vediamo la conferma), l’help desk del Ministero sarà attivo dal 28 settembre.
Si inizia a vedere qualche segnale di risposta chiara … forse… Voi che ne dite?
P.S. Per chi avesse perso le linee guida, può recuperarle qui


Scritto il 19-11-2009 alle ore 12:16
E’ sconcertante che uno dei criteri di valutazione per l’accesso a “restauratore b.c.” debba essere l’obbligatorietà ad aver avuto un ruolo “almeno pari ad un direttore di cantiere” cioè un quinto livello, quando migliaia di restauratori(compresa la medesima)sono in possesso di tutti gli altri requisiti richiesti ma non di un livello in busta paga così alto, che come dipendente le ditte di sicuro non regalavano, per ovvie questioni principalmente economiche!