30 giugno 2010
Tombarolo? No, custode!
Ebbene sì, finalmente siamo riusciti a “sfondare” anche la barriera dell’archeologia. Da oggi in poi, non dobbiamo avere più paura di tenere un “coccetto” (magari etrusco) in casa, perché con una piccola somma da pagare, finalmente da tombaroli diventeremo dei perfetti gentiluomini!
All’inizio non volevo crederci. Figuriamoci, vado per il mondo sostenendo la lotta contro il traffico illecito dei beni culturali; offro la mia consulenza professionale a Governi stranieri per scrivere delle buone leggi che puniscano i colpevoli dei furti archeologici; potevo pensare di essere sbugiardato proprio dal mio Paese? E invece..torna l’archeocondono. Non c’è niente da fare: è proprio uno strumento che non sta nella pelle, che è necessario inventarsi, perché da noi la sanatoria è la regola e l’ordinario è l’eccezione. Quindi via al condono e chi può ne approfitti.
E’ questo il rischio concreto legato all’approvazione della prossima manovra finanziaria. Infatti, stando a quanto riporta oggi u quotidiano nazionale, all’interno del prossimo maxiemendamento alla manovra finanziaria che il governo a breve presenterà sarà contenuta anche la norma che permetterà a chiunque detenga un reperto mai denunciato, in Italia o all’estero, di ottenere una concessione in deposito della durata di trent’anni, rinnovabili, potendolo anche trasferirlo in eredità. L’unico prezzo da pagare sarà la necessaria autodenuncia di possesso e il pagamento della somma che dovrebbe aggirarsi in ordine al terzo del valore del bene.
Si tratta di uno strumento che di fatto depenalizzerà il reato di cui all’articolo 712 del codice penale che punisce l’acquisto di cose di sospetta provenienza.
L’archeocondono (lo so il termine è brutto, ma è stato già utilizzato in passato) contenuto in questo maxiemendamento si differenzia da quello già presentato (e cassato..) nel 2004, in quanto quest’ultimo prevedeva per il possessore la possibilità di diventare proprietario del bene posseduto illegittimamente, mentre ora ne diventerà solo custode, anche se per 30 anni e con possibilità di trasferimento mortis causa..
Si tratta ancora di un’ipotesi e come tale va trattata. Certamente, se dovesse essere inserito, l’archeocondono italiano costituirebbe una vera e propria ferita al patrimonio culturale della collettività che per ragioni di bilancio finirebbe per svendere il proprio passato, il presente e il futuro.
Staremo a vedere!


Scritto il 30-6-2010 alle ore 11:28
interessante e …. demoralizzante!
Scritto il 30-6-2010 alle ore 14:08
la prima emozione provata è l’indignazione
…poi, dopo breve riflessione, sconforto: è vero che così, al verosimile fine di fare cassa, si svendono reperti archeologici di interesse pubblico ma è altrettanto vero che questi reperti sono già di fatto di “proprietà privata” e chi li detiene spesso non si cura neppure di nasconderli, anzi, li mette in bella mostra certo dell’impunità!
una seconda considerazione, oltre all’immediato ritorno economico, questo provvedimento potrebbe permettere di censire e catalogare reperti ufficialmente sconosciuti (magari: sono un inguaribile ottimista!)
dulcis in fundo: se le cose stanno come riportato nell’articolo, ai fini della quantificazione della “tariffa”, qualcuno dovrebbe stimare il valore degli oggetti in questione…provate ad immaginare come (e con quali risorse ed in quali tempi) potrebbe svolgersi l’operazione
Scritto il 30-6-2010 alle ore 18:27
..sono abbastanza scettico sul punto..In primo luogo, di fatto si rende lecita d’un colpo l’attivItà di scavo clandestino (ed è questo l’aspetto sconcertante..) alla faccia dei proclami, delle battaglie, e degli sforzi per reprimere un crimine che si perpetra nei confronti di tutti noi, cioè la collettività…quanto all’emersione del nascosto, mi viene da sorridere pensando che emergerà la monetina, il coccettino, ecc. ecc., perchè voglio vedere chi sarà disposto a far stimare un piccolo tesoro che si trova in casa, pagarlo un terzo del valore e metterlo alla mercè di chiunque..non scherziamo. Il problema è che passa il prinicipio del condono anche in settori che non dovrebberlo ammettere proprio…per principio!
Scritto il 8-7-2010 alle ore 14:50
Ricordo a tutti che ci sono paesi in cui la detenzione di reperti antichi non è proprietà dello stato ma della collettività, per cui chi effettua un ritrovamente deve solo denunciarlo e se il reperto non è ritenuto di interesse strorico viene concesso al cittadino stesso che lo ha ritrovato, tale procedura favorisce lo sviluppo di associazioni di volontariato archeologico collaboranti con gli archeologi statali ufficiali.
La legge di adesso così com’è punisce anche se conservate una moneta del nonno dei primi del ’900. Saluti e se lo avete consegnate tale moneta ai carabinieri.
Scritto il 8-7-2010 alle ore 15:13
..no, non è proprio così, mi dispiace..la moneta del nonno dei primi del 900, se è stata dichiarata bene culturale, è tutelata e come tale è conservata e, ordinariamente, le soprintendenze le lasciano in custodia ai proprietari…se il nonno ha ritrovato la moneta nel sottosuolo (del che ne dubito..), non vedo perchè non doveva rispettare la legge come tutti gli altri appartenenti alla collettività e denunciare l’avvenuto ritrovamento..sempre che rientrasse la moneta tra quelle indicate nell’artricolo 10 del codice dei beni culturali e cioè “le cose di interesse numismatico che, in rapporto all’epoca, alle tecniche e ai materiali di produzione, nonché al contesto di riferimento, abbiano carattere di rarità o di pregio”…sono sicuro, caro marco, che se tu perdessi 100 € per strada definiresti come ladro chi ritrovandole non te le restituisse..o sbaglio? dove è la differenza con i tombaroli?
Scritto il 13-7-2010 alle ore 10:42
Purtroppo non tutti sono esperti numismatici e comunque ammesso che io abbia una tale moneta del nonno ad oggi, non potendo indicare come l’ho reperita, ho l’obbligo ( art. 90 Urbani) di segnalare e consegnare entro 24 ore al Soprintendente tale reperto in quanto deve essere analizzato per stabilire se rientra tra “le cose di interesse numismatico che, in rapporto all’epoca, alle tecniche e ai materiali di produzione, nonché al contesto di riferimento, abbiano carattere di rarità o di pregio” ..poi decideranno se restituirmela o meno.
Il punto non sta nel singolo pezzo ma nella presa di coscenza collettiva della propria storia che a parer mio fino ad oggi non era possibile in quanto con una legge fin troppo repressiva ha ottenuto proprio il contrario..vorrei aggiunge inoltre.. chissà quanto materiale è negli scantinati dei musei ( se c’è sempre) MAI ESPOSTO e NEMMENO CATALOGATO! chissà quante persone per hooby lavorerebbero per un progetto condiviso per aiutare nella catalogazione e lo studio…sullo stile di wikipedia per intendersi, la cultura non è settaria.
Alessandro, se oggi perdo 100€ e nel 2100 qualcuno le ritrova non lo considererei sicuramente un ladro anzi la mia speranza è che riunisca un gruppo di volontariato per studiare e catalogare le mie monete con l’aiuto di un buon archeologo!
Scritto il 8-8-2010 alle ore 11:15
l’unica forza politica ad essere intervenuta sul provvedimento in questione è stata FORZA NUOVA, segreteria di Viterbo, la quale ha condannato il progetto di legge. Chiunque può leggere il nostro intervento andando sul sito di civita news. il federale provinciale di forza nuova Tuscia
Danila Annesi
Scritto il 14-9-2010 alle ore 00:08
..mi pare che il progetto sia stato abbandonato per il momento..